Il giusto nome

Opera di Aykut Aydogdu – Zsa Zsa Zsu https://www.aykworks.com/

Maria sussurra ma ha una voce decisa, mi parla ma non mi dice niente, lo sai cosa mi è successo “era così al tempo non ci si poteva far niente, solo star zitte e subire, ed ora mi chiedo perché tutti i miei uomini alla fine sono dei manipolatori” Maria è stanca, è in cammino, ora prende più le distanze quando un uomo cerca di sminuirla, di possederla, di cancellare i suoi desideri, però ci rimane anche un po imbrigliata, non si accorge subito che sta ripercorrendo i suoi passi. Nelle relazioni che vive ogni sua parola non viene detta per liberare i suoi desideri, ma per assecondare quelli degli altri, senza accorgersene in quello che fa sente sempre un senso di colpa, anche quando non dovrebbe. Come da bambina soccombe, deve cancellarsi, cancellando se stessa è riuscita a sopravvivere a quello che è successo, dimenticando che era il suo corpo quello violato, la sua mente quella spezzata.

Mi fermo e mi sento impotente, non so bene cosa posso dire per rimettere assieme i pezzi e so bene di non poterlo fare, perché ricucirsi è un longo processo fatto di dolore. Ma so anche un altra cosa che per ritrovare quella bambina è necessario dare il giusto nome. Si l’unico modo per prendersi per mano è quello di dare il nome alla violenza, ed è spaventoso, ti brucia, sai che rischi di non riuscire a rialzarti, ma è l’unica strada, non importa quanto tempo è passato perché lui è ancora qui.

Violenza sessuale, pedofilia, abuso su minore, non sono parole scritte su una pagina di giornale, sono la cornice entro cui ingabbiare il mostro, pronunciando queste parole ci tatuiamo sul corpo e nella mente una identità, quella di vittime, ma non dobbiamo esserne spaventate perché se siamo vittime possiamo anche essere il suo contrario, dei sopravvissuti, il contrario di morire è quello di vivere e come diceva S.J. Lec “Alcuni dovrebbero vivere una seconda volta come premio, altri come castigo.” tu Maria dovresti vivere come premio e non castigo. Allora solo una cosa posso veramente, consigliarti di rivolgerti ad un centro anti violenza, dai una cornice alla tua esperienza, guardala e poi lasciala li per andare avanti, ti consiglio di dare il giusto nome.


Allo specchio
 
La mia carne mi lacero
La strappo
Centimetro per centimetro
La afferro e la odio
Graffiante la verità
Mi guarda
Tu che non ti sei mai amata.

Senza categoria

3 Comments Lascia un commento

  1. Salve, noto che le piace scrivere, anch’io ho la stessa sua passione ed anch’io, come lei ho un blog su tale piattaforma, se le va, mi farebbe un grande piacere se le desse un’occhiata, qualora poi vi fosse qualche scritto che le piace, può mettere like e magari, supportare il mio blog con il follow, grazie per aver letto il mio commento, le auguro una buona giornata

    "Mi piace"

Rispondi a Le Donne Del Dopo Cancella risposta

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: