Ben Tornata Silvia

Ho provato a sentirmi Silvia Romano, oltre gli echi dell’odio, oltre la schiavitù del giudizio e del pregiudizio. Terreno fertile per l’odio la vita di Silvia riguarda tutte noi. Spogliata Silvia del suo diritto ad essere vittima e per questo compresa è stata vestita di insulti e umiliazione. Quello che più mi ha colpita è che a farlo sono state anche le donne, allora ho pensato, forse queste donne non riescono a vedere le somiglianze tra le loro vite e quella di Silvia. Non ho voluto pensare male anche se l’indignazione mi è rimasta attaccata addosso.

Non entro nel merito delle sue dichiarazioni o delle “scelte”, ma mi fermo ad un unico fatto, se Silvia Romano fosse stata veramente libera, non avrebbe chiesto di essere riportata a casa, a casa ci sarebbe arrivata con le sue gambe. Silvia ha lottato anche rifugiandosi in qualsiasi cosa la tenesse in vita.

Isaiah Berlin
“L’essenza della libertà è sempre consistita nella capacità di scegliere come si vuole, senza costrizioni o intimidazioni, senza che un sistema immenso ci inghiotta; [..]”

Silvia è stata rapita, contro la sua volontà, e questo è il solo dato fondamentale per partire nel raccontare la sua storia, il resto è un immenso buio per 18 mesi, difronte al quale non ci resta che tacere.

Allora a te donna, io chiedo senza mezzi termini, come fai a sopportare che ti insultino o a insultare a tua volta? Quando delle donne ti hanno chiamato “Troia” solo per sminuirti, eri diversa da Silvia? Quando per sminuire il tuo duro lavoro d’ufficio ti hanno chiesto col sorrisetto a chi l’hai data, eri diversa da Silvia? Quando il tuo compagno ti ha chiamato grassona decidendo come doveva essere il tuo aspetto, eri diversa da Silvia? I “quando” possono moltiplicarsi all’infinito, ma in una cosa sono tutti uguali, sono a tutti gli effetti violenza, sono abusi, e tu ci sei dentro come Silvia Romano con tutte le scarpe.

Io voglio pensare che molte donne, ormai immerse in una cultura dell’odio imperante, incessante, siano talmente impregnate di abusi quotidiani, che a loro volta da vittime diventano carnefici. Voglio credere che a gridarvelo forte vi svegliate.

Per Silvia ho scritto una poesia, ma la dedico a tutte voi, che almeno una volta vi siete sentite come lei. Credo che ti sia sentita persa Silvia, più volte, fisicamente nella foresta, psicologicamente cercando una speranza, con il cuore quando hai pensato ai tuoi genitori, ai tuoi affetti, che non sapevi avresti rivisto. Ci vuole un po di follia per partire alla tua giovane età per un paese in guerra, ma la tua è una follia sana, forte, integra, di valore. Ben tornata Silvia.


Persa
 
Scivolo lungo la mia interezza
Il pensiero è assente
Assecondo la mia incontaminata follia.
 
Alla ricerca di una barca in tempesta
Aspetto tra le onde
Fredda
Crollo di paure
E certezze arenate.

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