Agrippina

Se gli schiavi hanno una umanità che per lo più rinneghiamo considerandoli mezzi parlanti, una umanità ancora maggiore hanno le donne, rifiutata anch’essa ma che a sorpresa riemerge, finché un giorno apparirà più normale.

Andrea Carandini in IO,AGRIPPINA edito Laterza.

Giulia Agrippina Augusta o anche Agrippina minore fu la prima donna imperatrice, ricoprì infatti la carica di reggente in assenza del marito.

Agrippina viveva in un tempo in cui le donne erano spesso ripudiate in base alle dinastie, ai venti politici, a volte solo per capriccio, per poter prendere in moglie una ragazza più giovane. Un tempo in cui le si poteva mandare a morire di inedia su un isola lontana, dimenticare, ma anche egoisticamente “parcheggiate”, così si poteva andarle a riprendere sempre che rimanessero in vita. Corpi spostati come pedine, umanità cancellate, destini senza diritto.

Nel corpo prima che nell’anima l’ingiusto lascia il suo segno, è il corpo il protagonista della riflessione di Agrippina, così come gli schiavi privati di libertà, costretti nel corpo macchina usato e straziato, gli schiavi perdono la loro umanità, così è rifiutata l’umanità di donna dice Agrippina, alla mercé dei desideri degli uomini il corpo diventa schiavo. Spera Agrippina alla presa di coscienza dell’ingiustizia di cui i due corpi schiavo e di donna sono soggetti, che un giorno appaia “più normale” riconoscere una umanità universale priva di significato di genere.

Quanti secoli sono passati, tanti ci si verrebbe da dire, eppure oggi è sempre il corpo l’ostaggio del potere, “ti do fuoco”, “brutta cicciona tu sei pazza” , tra le pagine della cronaca, quando ci viene raccontata la storia di una vittima di Violenza, ci raccontano la storia del suo corpo dato alle fiamme, martoriato di botte, gettato a terra e lì rimasto. Tra le pagine di cronaca non troviamo raccontati i corpi silenziosi, quelli che si rialzano ma che portano i segni del “potere” del “possesso”, quelli che a guardarli nascondono in maniera evidente le verità scomode.

Come Agrippina anche io ho un una speranza, che tutte assieme, possiamo riappropriarci dei nostri corpi non più soggetti all’avere ma corpi dell’essere. IO SONO FRANCESCA.

https://www.ibs.it/barbablu-libro-gabriel-pacheco-chiara-lossani/e/9788857610047

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