Identità

Identità

Cosa è amare?

Mi schiaccia una domanda appuntita

Chi sei?

Mi perseguiti la notte e mi abbracci come una coperta di dolori.

Perché cerchi tra le pagine di una persona sbagliata?

Perché hai guardato in faccia quella bambina e non riesci a farla andare?

Perché la tieni vicino a te?

Perché la tieni stretta per la mano?

Lasciala andare lei non si farà male

Non cadrà

Non gli strapperanno il cuore

Non la lasceranno per terra con il sangue dalla bocca

Non succederà più

Lascia che corra in quel prato

Falle sentire il sole sulle guance senza un sorriso malinconico a baciarla.

Il tema dell’identità è forse la riflessione più profonda per me in questo momento, spesso dopo un trauma, che riguardi una violenza domestica ma non solo, un abbandono, o perché no una “umiliazione di genere”, ci tocca ri-comporci, ri-dare un senso alle cose che abbiamo fatto e quelle che faremo, e allora sotto il riflettori passano le grandi ferite ma anche tutti quei piccoli gesti a cui ora dai importanza, questo cambia tutto perché ora sai una cosa in più di te che prima non sapevi a cui vuoi dare una carta d’identità.

Troppo spesso trascuriamo piccole “violenze” quotidiane del nostro animo, che prontamente vengono sminuite, delle quali però dobbiamo rispondere a noi stesse. Ad esempio quante volte un commento sul nostro aspetto ci ha ferite? avremmo voluto rispondere a tono, ma sai com’è poi ti tocca sentire che non sai stare allo scherzo o sei troppo permalosa. Con quale insistenza una vicina troppo invadente ti ha chiesto come mai non hai ancora bambini, e allora tu elenchi nella tua mente le milioni di volte in cui non ti hanno amata abbastanza e tu ci hai sofferto. O ancora quando ti hanno detto che cosa ne vuoi sapere tu che sei una “femmina”. Mentre tutti ti girano attorno tra domande scomode e risposte altrettanto inopportune, guardi i tuoi piedi consumare l’asfalto e ti chiedi come svelare chi sei a te e forse anche gli altri.

Ed è in questi momenti di solito, che penso a quando ero bambina,a piccolissimi frangenti in cui il sole mi scaldava la pelle e io ero felice, passato e presente si mescolano, ed è qui che come nella poesia forse dovremmo lasciare la mano al dolore e accompagnarci al sole.

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