La mia storia

La violenza non è un fatto privato

IO mi racconto

Il mio nome è Francesca, e sono stata per due volte vittima di violenza domestica. Un giorno durante una conversazione mi è stato chiesto: “quale è la domanda che più teme una vittima di violenza domestica?”. E io conoscevo bene la risposta: “Perché sei restata?”. Mi è subito stato chiaro in quel momento come una sola domanda avesse completamente cancellato quella che sentivo, come guadagnata sul campo, la mia identità di vittima. Poche parole con cui la responsabilità non è più del soggetto violento, ma automaticamente tua, perché ”hai scelto di restare”, o almeno questo è quello che tutti pensano quando ti racconti.  Credo che non sia molto diverso dal chiedere ad una donna vittima di uno stupro, come fosse vestita. Io ero vestita di paura e di terrore.

Non mi sento migliore perché a differenza di qualcuno, ho denunciato, ho detto no, ho detto basta. Perché per quel no e quel basta sono passata attraverso molte difficoltà e rinunce, sono passata sotto un ponte che sembrava il mio abisso, e non so come ho trovato il modo di sopravvivere.

Un giorno ho deciso che la violenza non è un fatto privato di cui vergognarsi e mi sono anche chiesta, quando un giorno ad una presentazione, si doveva dire il proprio nome e qualcosa di se, Chi sono le donne del dopo? Perché di loro spesso non si parla, eppure l’identità frammentata di queste donne trema di fronte a domande dirette, si trascina cercando un riscatto, che troppo spesso non arriva, a volte rimane frammentata in angolo di dolore.

A queste donne, a me a te, ad Arianna, Giovanna, Antonia, Silvia, a voi donne del dopo io lascio una frase di Lea Melandri:

La parola libertà, per esempio, si modifica sensibilmente, quando si scoprono le tante “Illibertà” che ci portiamo dentro.

Alla pagina BLOG troverete i miei articoli

Lo faccio per me.

Questo corpo, il corpo “casa”, dentro il quale sono nascoste le nostre vite, è spesso “oggetto” di pregiudizi e giudizi. Come esseri sociali, abbiamo un estremo bisogno della dualità dell’incontro, e in questo, ci prendiamo tutto assieme, compresi alcuni rischi. Uno di questi è che l’altro ci riporti allo specchio di se stesso, questo spesso…

A Te

Originally posted on Le Donne del Dopo:
https://www.facebook.com/antonella.cinelli.9803 PerdertiCome incontrartiSentirti vivoAssenteUn lungo piantoNel rimorso.?Il rimorso di non aver potuto nullaCome l’ineluttabile che ti gracchia sulla spallacome una cicala che non vuole dormire.?A te ogni mia lacrimacome donoper un unico istante che pur è statoimmensamente vero.?Sento di doverti dire così tante cosecosì tanti desideri mi parlano.Ho…

“Macismo” contro “femminismo”?

Qualche volta mi è capitato di esprimere la mia contrarietà rispetto ad alcuni commenti che sentivo come una offesa, tutte le volte la risposta è stata unanime:”sei una femminista, per questo sei sola” a volte rilanciano ” per quello non hai figli”. Provi a rispondere ma un po ti arrendi, ti senti come Donchisciotte senza…

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: