La mia storia

La violenza non è un fatto privato

IO mi racconto

Il mio nome è Francesca, e sono stata per due volte vittima di violenza domestica. Un giorno durante una conversazione mi è stato chiesto: “quale è la domanda che più teme una vittima di violenza domestica?”. E io conoscevo bene la risposta: “Perché sei restata?”. Mi è subito stato chiaro in quel momento come una sola domanda avesse completamente cancellato quella che sentivo, come guadagnata sul campo, la mia identità di vittima. Poche parole con cui la responsabilità non è più del soggetto violento, ma automaticamente tua, perché ”hai scelto di restare”, o almeno questo è quello che tutti pensano quando ti racconti.  Credo che non sia molto diverso dal chiedere ad una donna vittima di uno stupro, come fosse vestita. Io ero vestita di paura e di terrore.

Non mi sento migliore perché a differenza di qualcuno, ho denunciato, ho detto no, ho detto basta. Perché per quel no e quel basta sono passata attraverso molte difficoltà e rinunce, sono passata sotto un ponte che sembrava il mio abisso, e non so come ho trovato il modo di sopravvivere.

Un giorno ho deciso che la violenza non è un fatto privato di cui vergognarsi e mi sono anche chiesta, quando un giorno ad una presentazione, si doveva dire il proprio nome e qualcosa di se, Chi sono le donne del dopo? Perché di loro spesso non si parla, eppure l’identità frammentata di queste donne trema di fronte a domande dirette, si trascina cercando un riscatto, che troppo spesso non arriva, a volte rimane frammentata in angolo di dolore.

A queste donne, a me a te, ad Arianna, Giovanna, Antonia, Silvia, a voi donne del dopo io lascio una frase di Lea Melandri:

La parola libertà, per esempio, si modifica sensibilmente, quando si scoprono le tante “Illibertà” che ci portiamo dentro.

La violenza non è un fatto privato, se anche tu hai delle emozioni da urlare, questo è uno spazio protetto dove le parole prendono forma e significato.

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Io resto composta.

Mi chiamo Maria, ho 37 anni compiuti da poco, ti scrivo perché il Covid-19 spaventa anche me. Ho paura anche se non guardo i telegiornali, se dove vivo non arrivano i quotidiani e tutto quello che so è un rimando di opinioni, pezzi di telegiornale alla domenica, qualche notizia letta sul web. Ho paura ma…

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